Mentre le fiamme del braciere olimpico iniziano a scaldare l’atmosfera delle Alpi, è tempo di fare un bilancio che vada oltre la coreografia della cerimonia d’apertura a San Siro delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Se da un lato il mondo ammira la bellezza delle nostre cime, dall’altro noi – che i conti dovremo pagarli – non possiamo ignorare il “dietro le quinte” di un’edizione che resterà nella storia, forse più per i suoi paradossi burocratici che per i record sportivi.

Il Conto, per favore: dai “Sogni a Costo Zero” alla Realtà da Miliardi
Ricordate il 2019? Quando l’Italia vinse la candidatura a Losanna, si parlava di un’Olimpiade “low-cost”, sostenibile e diffusa. Il preventivo iniziale oscillava attorno a 1,5 miliardi di euro.
Oggi, a febbraio 2026, la realtà ci restituisce un numero ben diverso: siamo arrivati a sfiorare i 5,4 miliardi di euro tra spese organizzative e infrastrutture. Solo il piano delle opere gestito da SIMiCo (la società nata per gestire i cantieri) ha visto lievitare i costi di centinaia di milioni di euro nell’ultimo anno a causa dell’inflazione, dei rincari energetici e di una pianificazione che, definirla “ottimista”, sarebbe un complimento. Ogni euro speso per le gare ne ha portati con sé sei per opere accessorie che, in teoria, dovrebbero costituire la “legacy” dei Giochi.
Il Catalogo delle Incompiute: Cantieri aperti fino al 2032?
Se cercate l’efficienza svizzera, siete nel posto sbagliato. La lista di ciò che non è stato finito in tempo per il via ufficiale è lunga e, per certi versi, imbarazzante:
- La Variante di Cortina: Un’opera fondamentale per la viabilità ampezzana. Se il primo lotto arranca, il secondo lotto (quello più complesso) è stato ufficialmente rimandato al 2032. Sì, avete letto bene: vedremo il bypass completo sei anni dopo la fine delle Olimpiadi.
- La Tangenziale di Sondrio: Altro punto critico per la Valtellina. I ritardi l’hanno portata a uno slittamento verso la fine del 2027. Gli spettatori diretti a Bormio quest’anno dovranno armarsi di molta pazienza e rassegnarsi alle code.
- Infrastrutture Ferroviarie: Il potenziamento della tratta Sondrio-Tirano è rimasto un’opera a metà, finendo nel calderone delle “opere post-evento”.
- Il Caso Bob: La pista “Eugenio Monti” di Cortina è diventata il simbolo degli sprechi. Costata oltre 125 milioni di euro, è stata completata in una corsa contro il tempo che molti hanno definito un “miracolo edilizio”, ma con un impatto ambientale che ha lasciato ferite profonde nel bosco di larici secolari di Ronco.
L’Impatto Ambientale: Il Verde è solo nel Logo?
Nonostante i proclami di “Olimpiade più verde della storia”, le associazioni ambientaliste hanno alzato la voce fino all’ultimo giorno. Il calcolo della CO2 equivalente parla di circa 1 milione di tonnellate emesse per l’intero ciclo dell’evento. I disboscamenti selvaggi per far spazio a piste e impianti di risalita hanno cambiato il volto di ampi tratti alpini, trasformando pascoli in colate di cemento che la neve (quella vera, quando cade) fatica a nascondere.
Non è un caso che a Milano siano nate le “Utopiadi”, manifestazioni di protesta che vedono nei Giochi un modello di sviluppo turistico ormai superato e poco rispettoso degli ecosistemi fragili della montagna.
E le Cose Belle? (Senza troppi fronzoli)
Nonostante il fango delle polemiche, sarebbe ingiusto dire che non ci sia nulla da festeggiare.
- L’Eredità Urbana: A Milano, zone come Santa Giulia e lo Scalo di Porta Romana hanno subito una trasformazione radicale. Il Villaggio Olimpico, una volta finiti i Giochi, diventerà uno dei più grandi studentati d’Italia, un’iniezione di ossigeno per una città che soffre di una crisi abitativa senza precedenti.
- Il Prestigio Internazionale: Le immagini delle Dolomiti e della Valtellina stanno facendo il giro del mondo. Il ritorno d’immagine per il turismo è stimato in miliardi di euro sul lungo periodo. Se sapremo gestire i flussi, queste zone vivranno di rendita per i prossimi vent’anni.
- L’Inclusione: È la prima volta che le Paralimpiadi hanno la stessa dignità e copertura dei Giochi principali, con investimenti massicci sull’accessibilità delle strutture montane, rendendo le vette finalmente raggiungibili anche a chi ha disabilità motorie.
- L’Emozione dello Sport: Al netto dei conti correnti che piangono, vedere i migliori atleti del mondo sfidarsi su piste leggendarie come la Stelvio rimane uno spettacolo impagabile che unisce il Paese.
Conclusione
Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono lo specchio perfetto dell’Italia: una capacità straordinaria di complicarsi la vita con burocrazia e costi fuori controllo, seguita da un colpo di reni finale per salvare il salvabile e mettere in piedi uno spettacolo che, nonostante tutto, toglie il fiato.
Ora che i Giochi sono iniziati, non ci resta che goderci lo sport. Ma quando la fiamma si spegnerà, dovremo sederci al tavolo e chiederci se il prezzo pagato per queste due settimane di gloria sia stato davvero proporzionato.

